La giunta regionale della Toscana ha destinato venti milioni di euro al ripristino degli habitat a rischio degrado.
Finanzieranno interventi di manutenzione straordinaria o ripristino di zone umide, boschi e praterie, le tipologie di habitat a rischio degrado «più significative per la conservazione della biodiversità» (così Monia Monni, assessora all’Ambiente): sono più d’un segnale i venti milioni di euro stanziati in queste ore dalla giunta regionale della Toscana.
Con questi soldi la Toscana finanzierà tre tipologie diverse d’intervento: nelle zone umide la regolazione dei livelli idrici e il contrasto all’interramento; nei boschi le cure fitosanitarie e l’eliminazione di specie alloctone invasive; nelle praterie («aree aperte abbandonate dalla pastorizia») il mantenimento delle attività agricole e dei pascoli.
Entro il 2030 la strategia europea per la biodiversità prevede un impegno per il ripristino degli ecosistemi degradati; «iniziando già ad agire su più fronti e in maniera diffusa su tutto il territorio la Toscana» nota il presidente regionale Eugenio Giani «di fatto anticipa quanto l’Unione chiederà» al governo nazionale.
Zone umide
- Lago dell’Accesa (Gr)*
- Lago di Chiusi (Si)
- Lago di Montepulciano (Si)*
- Oasi di Arnovecchio (Fi)
- Oasi Gabbianello Boscotondo (Fi)
- Parco regionale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli (Lu-Pi)
- Riserva naturale Diaccia Boltrona (Gr)
- Stagni di Focognano (Fi)
Boschi
- Tenuta di Tombolo (Pi)
Praterie
- Alpeggio di Puntato – Stazzema
- Appennino pistoiese*
- Casentino*
- Mugello
- Parco faunistico del monte Amiata*
- Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano
- Parco regionale delle Alpi apuane
- Valtiberina toscana*
*Interventi nelle aree interne – in fase di verifica
Non perdere le ultime notizie di caccia e i test di ottiche, armi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.