Partito democratico presenta interrogazione sulla gestione del lupo

Partito democratico presenta interrogazione sulla gestione del lupo
© Iph Varg / shutterstock

Eleonora Evi, deputata del Partito democratico, ha firmato un’interrogazione con cui chiede di ripensare i protocolli tecnici per la gestione del lupo.

Anche se la firma Eleonora Evi, che rispetto alla linea prevalente del Partito democratico (s’era visto già a dicembre, con la dichiarazione «sull’opportunismo politico» a favore della «lobby dei cacciatori») ha una posizione minoritaria, è impossibile non considerare l’ultima interrogazione rivolta a Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente: è impossibile perché comunque nasce all’interno della principale forza d’opposizione al governo Meloni; e poi è impossibile per il tema, la gestione del lupo e i protocolli tecnici con cui l’Ispra ha fissato la quota massima di prelievo sul territorio nazionale.

Anche se l’Ispra, scrive Evi, ha precisato che «si tratta di un’operazione che interesserà i soggetti considerati pericolosi, [non diffidenti] o particolarmente dannosi e che il prelievo manterrà l’attuale stato di conservazione della specie», la sua posizione «denota diverse lacune, e posizioni che sconfessano evidenze scientifiche».

Le critiche all’Ispra

Nell’ordine: ci si basa su un censimento del 2021, che in realtà è una stima; in Francia, «dove l’abbattimento in deroga dei lupi [è possibile da anni]», dopo esser calate del 29% le predazioni solo aumentate del 43%; l’abbattimento d’uno dei leader del branco, impossibile da individuare, porterebbe a una dispersione «con effetti potenzialmente disastrosi»; le nascite dell’anno successivo, in aumento («nelle specie apicali la riproduzione avviene su basi naturali: le cucciolate di nascituri tra i lupi sono direttamente proporzionali alla percentuale di predazione sul territorio»), annullerebbero gli effetti degli abbattimenti.

Evi segnala inoltre che la pericolosità del lupo è legata a comportamenti dell’uomo che lo rendono meno diffidente («tentativi di avvicinamento con esche per video-fotografarlo, offerta di cibo […], cattura e detenzione illegale di individui che si sono abituati alla presenza umana, poi rilasciati»); e che i danni da predazione sono spesso imputabili «alle mancanze di allevatori e pastori», che non detengono correttamente il bestiame.

Al governo Meloni dunque Evi chiede di valutare un’eventuale revisione dei protocolli tecnici che consentono l’abbattimento del lupo, e d’investire semmai in misure di convivenza con le attività antropiche.

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